Cambio Ora Legale – Tutta colpa di Franklin!

Da dopo la Seconda Guerra Mondiale si dorme meno ma si risparmia di più, tutto questo per colpa o merito di Benjamin Franklin. Stiamo parlando di qualcosa che accade una volta l’anno, un giro completo di lancette basta per entrare nell’ora legale. Sin dal principio della sua esistenza l’uomo ha vissuto in base al tempo, che veniva scandito dalle ore di luce e di buio.  In seguito all’invenzione della meridiana, per sapere che ore fossero anche in caso di cielo nuvoloso è stato studiato il metodo di misurazione tramite l’uso della clessidra antenata degli orologi ad acqua più complessi che avevano come plus il quadrante . Breve è stato il passo per l’installazione dell’orologio meccanico nei campanili.  Con l’avvento della rivoluzione industriale è stata riscontrata la necessità di avere un orologio personale, nasce così quello da taschino e in pochi anni l’odierno orologio da polso. L’ora legale è stata studiata durante il periodo dell’industrializzazione dove le persone erano abituate a dormire nelle ore di luce e a sprecare energia per illuminare la notte. Dal 1980 essa è stata applicata a tutta la Comunità Europea, definendo l’entrata nell’ultima domenica di marzo e il ritorno all’ora solare l’ultima domenica di ottobre. In Italia dati alla mano l’ora legale ha fatto risparmiare 90 Milioni di euro solo nel 2013 di energia elettrica. Mentre in America, questa invenzione, viene definita solo una grande mossa commerciale ritenendo che le ore di luce guadagnate servano per far spendere soldi alla popolazione in attrezzature per il “fai da te”. In Russia è stata abolita l’ora solare nel 2011 creando malcontento nei cittadini, che si ritrovano obbligati a svegliarsi nel cuore della notte e scorgere il sole solo verso le dieci di mattina. Franklin non è riuscito a rubare un’ora di sonno a tutti, infatti non in tutto il mondo è stata adottata la sua idea. A noi, che le lancette piacciono e il risparmio ci sta a cuore, tutto sommato non dispiace dormire un’ora in meno per una giusta causa.

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